Archivio per Ottobre 2008

DDL – DML – DCL

DDL (data definition language – linguaggio di definizione dei dati) serve a creare, modificare o eliminare gli oggetti in un database. Sono i comandi DDL a definire la struttura del database e quindi dei dati ivi contenuti. Ma non fornisce gli strumenti per modificare i dati stessi: per tale scopo si usa il DML. L’utente deve avere i permessi necessari per agire sulla struttura del database e questi permessi vengono assegnati tramite il DCL.

DML (data manipulation language – linguaggio di manipolazione dei dati) fornisce i comandi per inserire, modificare, eliminare o leggere i dati all’interno delle tabelle di un database. La struttura di questi dati deve già essere stata definita tramite il DDL. Inoltre, il permesso di accedere a tali dati deve essere assegnato all’utente tramite il DCL.

DCL serve a fornire o revocare agli utenti i permessi necessari per poter utilizzare i comandi DML e DDL, oltre agli stessi comandi DCL (che gli servono per poter a sua volta modificare i permessi su alcuni oggetti).

ANSI SQL

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Uno dei requisiti fondamentali per poter utilizzare un database relazionale e’ avere un “linguaggio” che permetta di interrogarlo in maniera opportuna, come il RDBMS, cioè Relational DataBase Management System. Uno standard utilizzato è l’ANSI SQL (Structured Query Language della American National Standard Institute) . SQL è stato creato nel 1974 ad opera di Donald Chamberlin, nei laboratori dell’IBM. Nasce come strumento per lavorare con database che seguano il modello relazionale. A quel tempo però si chiamava SEQUEL. Nel 1975 viene sviluppato un prototipo chiamato SEQUEL-XRM; con esso si eseguirono sperimentazioni che portarono, nel 1977, a una nuova versione del linguaggio, che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi SEQUEL/2 ma che poi divenne, per motivi legali, SQL. Nel 1981 IBM iniziò a vendere alcuni prodotti relazionali e nel 1983 rilasciò DB2, il suo DBMS relazionale diffuso ancor oggi. SQL divenne subito lo standard industriale per i software che utilizzano il modello relazionale. L’ANSI lo adottò come standard fin dal 1986, senza apportare modifiche sostanziali alla versione inizialmente sviluppata da IBM. Nel 1987 la ISO fece lo stesso. Questa prima versione standard è denominata SQL/86. Negli anni successivi si realizzarono altre versioni (SQL/89, SQL/92 e SQL/2003). Tale processo di standardizzazione mirava alla creazione di un linguaggio che funzionasse su tutti i DBMS. Essendo un linguaggio dichiarativo, SQL non richiede la stesura di sequenze di operazioni (come ad es. i Linguaggi imperativi), piuttosto di specificare le proprietà logiche delle informazioni ricercate. Esso si divide in tre sottoinsiemi:

·     Data Definition Language (DDL) – permette di creare e cancellare database o di modificarne la struttura

·     Data Manipulation Language (DML) – permette di inserire, cancellare, modificare e leggere i dati

·     Data Control Language (DCL) – permette di gestire gli utenti e i permessi.

Aggregate functions

Le aggregate functions forniscono informazioni statistiche relative ad un set di records (domain). Per esempio, e` possibile utilizzare una aggregate function per contare il numero di records di un record-set, oppure calcolare il valore medio dei valori di un particolare campo.
Le domain aggregate functions sono:


- DAvg
- DCount
- DLookup
- DMin, DMax
- DStDev, DStDevP
- DSum
- DVar, DVarP

 

 

 

Multidimentional cube:Drill-down, Roll-up, Slice & Dice, Filtering e Pivoting

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Il report è uno strumento molto importante in quanto permette di visualizzare su carta o su video le informazioni contenute in un database. E’ un documento che Con i report è possibile visualizzare i dati del database che si desidera, mettendo in evidenza determinate informazioni e destinarli alla stampa. In un report i dati si possono disporre in colonne, in formato tabellare, si possono aggiungere grafici, ecc. I dati di un report traggono origine principalmente da una tabella o da una query, il resto delle informazioni vengono immesse direttamente nella struttura del report.
Esso può essere statico (fotografa la situazione in un momento X) o dinamico (documento aggiornato ogni volta che lo apriamo).
Il report è incentrato sui dati di interesse della figura aziendale cui è diretto e il fenomeno che esso prende in considerazione, è analizzato secondo più dimensioni. Si parla in tal senso di Ipercubo informativo, o cubo multidimensionale. Questo viene disaggregato secondo le componenti di estrazione e visualizzato. Al fine di evolvere verso documenti maggiormente informativi, gli strumenti informatici si sono dotati di alcune tecniche di visualizzazione per facilitare l’analisi dei dati.

Tecniche note nella visualizzazione dei report sono:

Il DRILL-DOWN l’operazione di “esplosione” del dato nelle sue determinanti. L’operazione di drill-down può essere eseguita seguendo due diversi percorsi: la gerarchia costruita sulla dimensione di analisi (p. es.: passaggio dalla famiglia di prodotti all’insieme dei prodotti che ne fanno parte) oppure la relazione matematica che lega un dato calcolato alle sue determinanti (p. es.: passaggio dal margine al ricavo e costo che lo generano). E’ comprensibile l’importanza di tale operazione ai fini analitici in termini di comprensione delle determinanti di un dato.

Il ROLL-UP riassume i dati, ad esempio: il volume totale di vendite per categoria di prodotto e per regione.

Il SLICE & DICE consente di ristrutturare le informazioni in modo da renderne più efficace la visualizzazione: creazione di master-detail e rotazione degli assi delle rappresentazioni a matrice.

Il FILTERING è una tecnica attraverso la quale si filtrano i dati mediante l’ utilizzo di un algoritmo. Si può usare la tecnica di filtering per individuare la posta spam nella propria casella elettronica.

Il PIVOTING: è un’ operazione di scambio di righe e colonne volta ad individuare il pivot (elemento della matrice che viene scelto per primo da un algoritmo). due sono i tipi di pivoting:

   – pivoting parziale: quando vengono scambiate solo righe della matrice;

   – pivoting totale: quando oltre le righe vengono scambiate anche le colonne.

 

 

L’accessibilità dei siti web

 

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I siti internet devono essere fruibili a tutti gli utenti nelle medesime modalità, a prescindere dal computer o dal collegamento utilizzato. L’accessibilità dei siti web dipende da diverse componenti dello sviluppo del web e soprattutto dalla loro interazione. La ragione principale per la quale molti siti non sono accessibili è che il software Web non supporta adeguatamente l’accessibilità e gli sviluppatori Web non sono a conoscenza o non capiscono le problematiche di base dell’accessibilità. L’accessibilità è riferita alla possibilità di poter usufruire dei servizi web. Lo sforzo richiesto per realizzare un sito accessibile dipende da molti fattori, come il tipo di contenuto, la dimensione e complessità del sito e gli strumenti e l’ambiente di sviluppo. La maggior parte delle caratteristiche dell’accessibilità vengono facilmente implementate quando pianificate all’inizio del progetto di sviluppo o di ristrutturazione. In ogni caso, l’aggiustamento di siti esistenti può richiedere uno sforzo notevole, specialmente per quei siti dove non è stato utilizzato un codice standard XHTML, e dove ci sono certi tipi di contenuti, come quelli multimediali. In generale, l’accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi categoria d’utente.
Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione. Il termine ha trovato largo uso anche nel settore di Internet col medesimo significato.

 

I canali di comunicazione software: tipologie e comunicazione sociale

 

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I social network, le chat, i newsgroup, i forum, l’e-mail, i blog sono strumenti utilizzati dagli utenti per poter interagire tra di loro. Permettono la comunicazione sia asincrona, la quale non richiede il collegamento contemporaneo tra gli utenti; i messaggi possono essere letti in tempi diversi dalla loro produzione, che la comunicazione sincrona, la quale, invece, gli utenti sono collegati in tempo reale, attraverso la rete: questa modalità è permessa attraverso le chat e le video-conferenze. La comunicazione interattiva, attraverso l’uso di internet, ha assunto un ruolo centrale nella nostra società. Ad, esempio, i social network, come Myspace e Facebook, permettono la possibilità di creare e mantenere delle relazioni con altri utenti che possono trovarsi in qualsiasi parte del mondo e di poter creare contenuti da condividere con la propria rete di amicizie.

 

Dati, informazione e conoscenza

I dati sono l’elemento base che derivano da una rilevazione di un fatto o da una elaborazione di dati già raccolti in database ( dati raccolti nell’anagrafe). I dati vengono organizzati in informazioni. Le informazioni, per essere tali, devono essere raccolte, comprese per poi essere utilizzate. L’informazione acquista valore quanto più si diffonde ed è utilizzata. L’informazione, interagendo con altre informazioni di diverse fonti, diventa conoscenza. La conoscenza è proprietà del soggetto conoscente e in quanto tale, egli dovrà comunicarla; passare, quindi, da una conoscenza tacita ad una conoscenza fruibile e comprensibile da tutti.

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Il software come completamento alla mente umana

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Il computer è considerato un fondamentale strumento che ha consentito lo sviluppo e il perfezionamento di tutte le attività che l’uomo può svolgere. Il software è considerato uno strumento che completa la mente umana perchè consente di affettuare operazioni di calcolo, di memorizzazione, di produzione che sarebbero impossibili all’uomo senza l’uso del computer. I software più sofisticati sono utilizzati, ad esempio, in statistica per l’analisi multivariata, la distribuzione di frequenze, correlazioni tra variabili; senza l’uso dei software non sarebbe possibile nemmeno immaginare la gestione di milioni di informazioni che sono disponibili oggi, ogni giorno. Dobbiamo sottolineare che il computer svolge compiti definiti da un linguaggio di programmazione. Con l’uso della rete, di internet, si è cercato di ridefinire l’uso del computer; addirittura si è arrivati ad ipotizzare l’esistenza di un web semantico, un web capace di capire le eisgenze dell’utente: tutto questo tramite l’utilizzo di software specifici nell’individuazione e creazione di documenti. Le informazioni vengono organizzate in modo che gli agenti software sono in grado di riconoscerle. Il software risulta, quindi, essere fondamentale per svolgere tutte le attività che l’uomo intraprende nella nostra società, basata sulle nuove tecnologie.