Il computer è considerato un fondamentale strumento che ha consentito lo sviluppo e il perfezionamento di tutte le attività che l’uomo può svolgere. Il software è considerato uno strumento che completa la mente umana perchè consente di affettuare operazioni di calcolo, di memorizzazione, di produzione che sarebbero impossibili all’uomo senza l’uso del computer. I software più sofisticati sono utilizzati, ad esempio, in statistica per l’analisi multivariata, la distribuzione di frequenze, correlazioni tra variabili; senza l’uso dei software non sarebbe possibile nemmeno immaginare la gestione di milioni di informazioni che sono disponibili oggi, ogni giorno. Dobbiamo sottolineare che il computer svolge compiti definiti da un linguaggio di programmazione. Con l’uso della rete, di internet, si è cercato di ridefinire l’uso del computer; addirittura si è arrivati ad ipotizzare l’esistenza di un web semantico, un web capace di capire le eisgenze dell’utente: tutto questo tramite l’utilizzo di software specifici nell’individuazione e creazione di documenti. Le informazioni vengono organizzate in modo che gli agenti software sono in grado di riconoscerle. Il software risulta, quindi, essere fondamentale per svolgere tutte le attività che l’uomo intraprende nella nostra società, basata sulle nuove tecnologie.
Il software come completamento alla mente umana
Pubblicato 13 Ottobre,2008 Uncategorized Lascia un commentoI dati sono l’elemento base che derivano da una rilevazione di un fatto o da una elaborazione di dati già raccolti in database ( dati raccolti nell’anagrafe). I dati vengono organizzati in informazioni. Le informazioni, per essere tali, devono essere raccolte, comprese per poi essere utilizzate. L’informazione acquista valore quanto più si diffonde ed è utilizzata. L’informazione, interagendo con altre informazioni di diverse fonti, diventa conoscenza. La conoscenza è proprietà del soggetto conoscente e in quanto tale, egli dovrà comunicarla; passare, quindi, da una conoscenza tacita ad una conoscenza fruibile e comprensibile da tutti.

I canali di comunicazione software: tipologie e comunicazione sociale
Pubblicato 13 Ottobre,2008 Uncategorized Lascia un commento

I social network, le chat, i newsgroup, i forum, l’e-mail, i blog sono strumenti utilizzati dagli utenti per poter interagire tra di loro. Permettono la comunicazione sia asincrona, la quale non richiede il collegamento contemporaneo tra gli utenti; i messaggi possono essere letti in tempi diversi dalla loro produzione, che la comunicazione sincrona, la quale, invece, gli utenti sono collegati in tempo reale, attraverso la rete: questa modalità è permessa attraverso le chat e le video-conferenze. La comunicazione interattiva, attraverso l’uso di internet, ha assunto un ruolo centrale nella nostra società. Ad, esempio, i social network, come Myspace e Facebook, permettono la possibilità di creare e mantenere delle relazioni con altri utenti che possono trovarsi in qualsiasi parte del mondo e di poter creare contenuti da condividere con la propria rete di amicizie.

I siti internet devono essere fruibili a tutti gli utenti nelle medesime modalità, a prescindere dal computer o dal collegamento utilizzato. L’accessibilità dei siti web dipende da diverse componenti dello sviluppo del web e soprattutto dalla loro interazione. La ragione principale per la quale molti siti non sono accessibili è che il software Web non supporta adeguatamente l’accessibilità e gli sviluppatori Web non sono a conoscenza o non capiscono le problematiche di base dell’accessibilità. L’accessibilità è riferita alla possibilità di poter usufruire dei servizi web. Lo sforzo richiesto per realizzare un sito accessibile dipende da molti fattori, come il tipo di contenuto, la dimensione e complessità del sito e gli strumenti e l’ambiente di sviluppo. La maggior parte delle caratteristiche dell’accessibilità vengono facilmente implementate quando pianificate all’inizio del progetto di sviluppo o di ristrutturazione. In ogni caso, l’aggiustamento di siti esistenti può richiedere uno sforzo notevole, specialmente per quei siti dove non è stato utilizzato un codice standard XHTML, e dove ci sono certi tipi di contenuti, come quelli multimediali. In generale, l’accessibilità, in informatica, è la capacità di un dispositivo, di un servizio o di una risorsa d’essere fruibile con facilità da una qualsiasi categoria d’utente.
Il termine è comunemente associato alla possibilità anche per persone con ridotta o impedita capacità sensoriale, motoria, o psichica (ovvero affette da disabilità sia temporanea, sia stabile), di fruire dei sistemi informatici e delle risorse software a disposizione. Il termine ha trovato largo uso anche nel settore di Internet col medesimo significato.
Multidimentional cube:Drill-down, Roll-up, Slice & Dice, Filtering e Pivoting
Pubblicato 15 Ottobre,2008 Uncategorized Lascia un commento
Il report è uno strumento molto importante in quanto permette di visualizzare su carta o su video le informazioni contenute in un database. E’ un documento che Con i report è possibile visualizzare i dati del database che si desidera, mettendo in evidenza determinate informazioni e destinarli alla stampa. In un report i dati si possono disporre in colonne, in formato tabellare, si possono aggiungere grafici, ecc. I dati di un report traggono origine principalmente da una tabella o da una query, il resto delle informazioni vengono immesse direttamente nella struttura del report.
Esso può essere statico (fotografa la situazione in un momento X) o dinamico (documento aggiornato ogni volta che lo apriamo). Il report è incentrato sui dati di interesse della figura aziendale cui è diretto e il fenomeno che esso prende in considerazione, è analizzato secondo più dimensioni. Si parla in tal senso di Ipercubo informativo, o cubo multidimensionale. Questo viene disaggregato secondo le componenti di estrazione e visualizzato. Al fine di evolvere verso documenti maggiormente informativi, gli strumenti informatici si sono dotati di alcune tecniche di visualizzazione per facilitare l’analisi dei dati.
Tecniche note nella visualizzazione dei report sono:
Il DRILL-DOWN l’operazione di “esplosione” del dato nelle sue determinanti. L’operazione di drill-down può essere eseguita seguendo due diversi percorsi: la gerarchia costruita sulla dimensione di analisi (p. es.: passaggio dalla famiglia di prodotti all’insieme dei prodotti che ne fanno parte) oppure la relazione matematica che lega un dato calcolato alle sue determinanti (p. es.: passaggio dal margine al ricavo e costo che lo generano). E’ comprensibile l’importanza di tale operazione ai fini analitici in termini di comprensione delle determinanti di un dato.
Il ROLL-UP riassume i dati, ad esempio: il volume totale di vendite per categoria di prodotto e per regione.
Il SLICE & DICE consente di ristrutturare le informazioni in modo da renderne più efficace la visualizzazione: creazione di master-detail e rotazione degli assi delle rappresentazioni a matrice.
Il FILTERING è una tecnica attraverso la quale si filtrano i dati mediante l’ utilizzo di un algoritmo. Si può usare la tecnica di filtering per individuare la posta spam nella propria casella elettronica.
Il PIVOTING: è un’ operazione di scambio di righe e colonne volta ad individuare il pivot (elemento della matrice che viene scelto per primo da un algoritmo). due sono i tipi di pivoting:
– pivoting parziale: quando vengono scambiate solo righe della matrice;
– pivoting totale: quando oltre le righe vengono scambiate anche le colonne.
Le aggregate functions forniscono informazioni statistiche relative ad un set di records (domain). Per esempio, e` possibile utilizzare una aggregate function per contare il numero di records di un record-set, oppure calcolare il valore medio dei valori di un particolare campo.
Le domain aggregate functions sono:
- DAvg
- DCount
- DLookup
- DMin, DMax
- DStDev, DStDevP
- DSum
- DVar, DVarP
REPORTING, ELEMENTI STILISTICI, CHARTING CON DATATIME
Pubblicato 19 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento
Il DataTime è considerato la soluzione di reportistica più moderna e potente attualmente presente sul mercato. Ciò è dovuto in gran parte al suo efficientissimo sistema di rappresentazione grafica. Il termine “charting” si riferisce proprio alle operazioni di rappresentazione del report.
REPORTING con DataTime
Il sistema di reportistica è il più flessibile attualmente disponibile sul mercato.DataTime consente infatti di creare qualunque tipo di Layout (verticale, orizzontale, cross e misto) con possibilità pressoché illimitate di Slice and Dice del cubo multidimensionale dei dati.
E’ possibile definire:
-Sezioni verticali e orizzontali;
-Interruzioni orizzontali e verticali;
-Totali su livelli multipli;
-Drill down / Roll Up su qualunque livello.
DataTime crea report ad alto impatto visivo, dove tutti gli elementi grafici e stilistici possono essere controllati dall’utente
CHARTING con DataTime
Il sistema di rappresentazione grafica è uno dei più potenti disponibili. Integra un motore di rendering 3D con controller a quaternioni per consentire massima flessibilità del posizionamento dei grafici 3D. Tutti i grafici hanno grande flessibilità e possono essere sezionati o ricolorati a piacimento. I chart sono direttamente linkati ai dati e li riflettono costantemente, attraverso le rigenerazione e i drill dell’utente.
ELEMENTI STILISTICI con DataTime
DataTime è un programma molto flessibile e consente un’ampia personalizzazione. Ci sono almeno cinque macroaree in cui consente all’utente di fornire codice personalizzato assicurando prestazioni ottimali:
-ETL: in fase di estrazione dei record è possibile trasformare in modo arbitrario i record in output;
-Aggregazione misure: in fase di costruzione del report è possibile specificare, in aggiunta al ricco set di funzioni predefinite, funzioni di aggregazione definite dall’utente;
-Funzioni di griglia: una volta creato il report è possibile creare funzioni utente dei dati sulla griglia;
-Alerts: sulla griglia del report è possibile definire degli Alert fornendo, via codice, la funzione trigger che scatena l’evento di segnalazione;
-Funzioni di totalizzazione delle misure e delle funzioni griglia.
Creazione di un Data Source con DataTime, Creazione di join arbitrarie mediante lo strumento visuale di DataTime, Report da tabelle multiple, Datagrid multipli da diversi datasource nello stesso report DataTime.
Pubblicato 19 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commentoUn Data Source è un file che contiene al suo interno regole di estrazione dei dati da un data base, dunque in codice Sql. Il software di reportistica Data Time consente di creare report, sia lavorando in modalità quick (su una sola tabella) sia in modalità non quick (cioè generando un Data Source che consenta all’utente di operare su diverse tabelle, tramite relazioni di join). Le operazioni da seguire sono le seguenti:
-Scaricare il programma da www.Datatime.eu/DataTime universal.htm e scaricare northwind (file prova di Microsoft)
- Aprire new project (nome progetto-salva-apri), creare nuova connessione, selezionare access, crea e salva
-Selezionare nwind e apri, connection e salva
- db explorer/quick report
-re load structure (mostra tutte le tabelle a disposizione)
-selezionare query on each selection; cliccando su querry current, il programma mostra tutte le tabelle nel dettaglio; cliccando su una tabella in particolare, il programma mostra solo il dettaglio di quella selezionata.
-cliccando su quick report si apre la schermata del slice e dice e si possono trascinare i nomi delle dimensioni e misure che ci interessano (ship region per le dimensioni e freight per le misure) e si clicca su generale.
- Si apre una schermata con la tabella di interesse ed è possibile inserire grafici trascinando gli elementi già presenti nella parte sinista del foglio di lavoro.
Un modo per creare un report con DataTime è quello di operare nella finestra “NEW DATA SOURCE” (si accede dalla pagina iniziale selezionando l’opzione “new data source”). Il primo passaggio consiste nello scegliere le tabelle (elencate a sinistra) sulle quali operare, una volta scelte le tabelle è possibile trascinarle nell’area di disegno.
Il passaggio successivo consisterà nello stabilire una relazione tra le tabelle, per fare ciò è necessario cliccare il tasto destro del mouse e scegliere nel menù a tendina l’opzione “MAP DBMS RELATIONSHIPS ON OBJECTS ON DESIGNER PANEL” (relazione che sarà evidenziata anche a livello grafico attraverso una linea). Una volta fatto ciò selezioniamo l’opzione “CHECK OUT” per testare la nostra query attraverso il tasto “TRY QUERY”, se il processo sarà corretto si aprirà la finestra “USER QUERY”. Sarà poi necessario salvare quanto fatto cliccando su “MANUAL REFINE” e poi su “SAVE”.
A questo punto ritorniamo alla pagina iniziale e clicchiamo in sequenza il bottone “DATA SOURCE” e “NEW REPORT” per visualizzare il nostro report. Anche in questo caso dovremo specificare misure e dimensioni del nostro report sempre attraverso il trascinamento delle stesse nell’area “REPORT COMPONENTS”. Dopo aver scelto misure e dimensioni, l’ultimo step consisterà nel generare il nostro report attraverso il pulsante “GENERATE”. Nell’area “REPORT COMPOSER”, inoltre, sarà possibile migliorare la fruibilità del nostro lavoro attraverso l’inserimento di testi, grafici e tabelle.
Il formato ideale per il documento software di relazione aziendale (soggetto a revisioni nel tempo): Presentazioni, relazioni, progetti.
Pubblicato 11 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento

La relazione aziendale è essenzialmente un testo informativo di facile lettura dove sono presenti anche una serie di indicazioni tecniche. Tale documento può anche essere corredato da dati statistici.
In fase di redazione è bene tenere a mente alcune accortezze:
-è consigliabile adottare un linguaggio semplice ed efficace;
-i documenti redatti con un corpo inferiore a 12 o 10 (corpo minore) risultano di difficile lettura;
-utilizzare il neretto ed il corsivo quando necessario (parole chiave, parti del testo o frasi di particolare rilievo) e senza abusarne;
-se presenti le tabelle devono essere chiare e di facile lettura;
-se presenti i grafici devono essere in grado comunicare con immediatezza quanto rilevato e devono essere collegati alle tabelle in modo logico.
Nelle aziende si è sviluppata e concretizzata la consapevolezza dell’importanza di rendere partecipe della vita aziendale ogni singolo impiegato, ha esplicitato il bisogno di comunicare il cambiamento all’interno dell’azienda, prima ancora di veicolarlo all’esterno. Sono andati così strutturandosi innovativi modelli di organizzazione orientati alla comunicazione, per diffondere in maniera chiara ed impattante notizie, proposte e progetti al personale e agli stakeholders. I format di documento aziendale che meglio rispondono ai moderni dettami del marketing e della comunicazione interna, sebbene siano altamente diversificati, presentano una caratteristica comune: sono accomunati dalle identity guidelines, ovvero da linee guida da seguire per garantire la coerenza di formato sulla base della corporate identity.
E’ di fondamentale importanza la presenza del marchio logo e del descriptor, elementi base per l’immediata riconducibilità del documento all’azienda e ai valori che essa detiene.
La comunicazione interna serve principalmente per condividere il progetto organizzativo (la missione e la visione dell’organizzazione), diffondere il know how e organizzare il lavoro. Gli strumenti di comunicazione interna più diffusa sono gli House Organ, le Newsletter, i manuali, operativi, il Fact book/bilancio, le circolari e gli ordini di servizio, i Position paper, la reportistica e i progetti, le relazioni.Questi documenti riguardanti il fatturato annuo, le politiche adottate, i progetti sposati, o qualunque altro aspetto di interesse per l’azienda, debbono essere in primo luogo chiare e dettagliate.
Il Software per la creazione di pagine web personali: una review
Pubblicato 11 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento
Una pagina web è il modo in cui vengono rese disponibili all’utente finale le informazioni del World Wide Web tramite un browser. Queste informazioni, con la loro descrizione, sono di solito contenute in ipertesti in formato HTML o XHTML che consentono di accedere ad altre pagine web o altri contenuti informativi tramite collegamenti ipertestuali (link o rimandi). A seconda della tecnologia impiegata, le pagine web possono contenere elementi grafici o multimediali e elementi interattivi e dinamici. Un insieme di pagine web, tra loro relazionate secondo una gerarchia e una struttura ipertestuale e riferibili, di norma, ad un unico web server, costituiscono un sito web.
Di solito una pagina web ha uno o più URL (Universal Resource Locator), un link permanente che ne permette il deep linking; qualche volta ha solo un URL temporaneo che si riferisce ad un’area cache. Questo è ad esempio il caso di quando una pagina è il risultato di uno zoom o di uno spostamento di una mappa oppure una pagina può essere il risultato dovuto a qualche azione. Una pagina di questo tipo non potrebbe essere precisamente chiamata una pagina web, in quanto non è nel web ma creata da qualcosa che è nel web.
Il formato file della grafica in una pagina web è di solito JPEG per fotografie e GIF o PNG per altre immagini (come diagrammi, disegni, grafici, etc.). Gli ultimi due formati possono essere utilizzati per foto ma non sono convenienti per lo scopo come JPEG, che è un formato a perdita d’informazione, mentre GIF e PNG non lo sono. GIF è utilizzata per animazioni, GIF e PNG per immagini con pixel trasparenti, PNG per immagini con pixel parzialmente trasparenti (anche se Internet Explorer 6 non supporta le trasparenze del formato PNG). Siccome la maggior parte delle pagine web sono composte da testo, possono essere visualizzate in qualsiasi applicazione che possa leggere i documenti di testo. Comunque, per vedere una pagina web nel vero senso, c’è bisogno di un tipo di software chiamato user agent o meglio ancora browser web, un tipo di software destinato alla visualizzazione di pagine web. Ci sono differenti tipi di browser web disponibili con differenti caratteristiche e su un gran numero di piattaforme.
Per creare una pagina web, c’è bisogno di un generico editor di testo o un editor HTML e un programma FTP per effettuare l’upload della pagina verso il server web. Si può utilizzare anche il browser web per effettuare l’invio delle pagine web al server, ma non è consigliabile. Si può utilizzare anche un modello web già pronto. I modelli web sono pagine html già fatte pronte all’uso. I creatori di pagine web devono solo inserire il titolo ed i contenuti. Inoltre questi modelli sono riusabili.
Concetto di normalizzazione, forme normali, ridondanza, relazioni nei DBMS
Pubblicato 11 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento
La normalizzazione è un procedimento volto all’eliminazione della ridondanza e del rischio di inconsistenza dal database. Esistono vari livelli di normalizzazione (forme normali) che certificano la qualità dello schema del database. Questo processo si fonda su un semplice criterio: se una relazione presenta più concetti tra loro indipendenti, la si decompone in relazioni più piccole, una per ogni concetto. Questo tipo di processo non è purtroppo sempre applicabile in tutte le tabelle, dato che in taluni casi potrebbe comportare una perdita d’informazioni.
Una decomposizione dovrebbe sempre soddisfare due proprietà:
- la decomposizione senza perdita, che garantisce la ricostruzione delle informazioni originarie;
- la conservazione delle dipendenze, che garantisce il mantenimento dei vincoli di integrità originari.
Per decomposizione senza perdita si intende l’atto della manipolazione di una relazione R volta ad ottenere due o più relazioni (ad esempio R1 e R2) che oltre a conservare le dipendenze funzionali verificano anche la seguente condizione: R=R1joinR2
Vantaggi e svantaggi del software per la distribuzione dell’informazione sul web: per i creatori e per i fruitori di contenuti.
Pubblicato 11 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento

Il termine software (usato in ambito informatico) è una vocabolo creato a partire da due termini della lingua inglese, soft (morbido) e ware (manufatto, oggetto) e sta ad indicare un programma o un insieme di programmi in grado di funzionare su un elaboratore. I software possono essere classificati secondo diverse caratteristiche: funzionalità (video scrittura, foglio elettronico, database, browser ecc), grado di apertura (open source o commerciale), tipo di sistema operativo (i software possono girare su Linux, MacOs, Unix o WIndows). Un software viene normalmente realizzato utilizzando uno o più linguaggi di programmazione. Se il progetto diventa complesso, è opportuno dividere il programma in uno o più moduli, che possono essere così affidati a diversi programmatori, modificati più semplicemente e riutilizzati in altri progetti. La fase detta di compilazione, traduce ogni file del codice sorgente in un file oggetto contenente il programma in linguaggio macchina adeguato all’architettura hardware di destinazione. In seguito tutti i file oggetto attraversano una fase di linking per giungere al prodotto finale: il file eseguibile.
Particolarità riscontrate lavorando con l’SQL in Access, differenze rispetto agli altri DBMS
Pubblicato 11 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento
Microsoft Access è un relational database management system realizzato da Microsoft, incluso nel pacchetto Microsoft Office Professional ed unisce il motore relazionale Microsoft Jet Database Engine con una interfaccia grafica.
Può essere utilizzato a differenti livelli sia da sviluppatori software esperti, sia da programmatori alle prime armi per sviluppare applicativi anche molto complessi. A differenza di altri ambienti di sviluppo, in Access un unico file comprende tutti gli strumenti per lo sviluppo delle applicazioni: tabelle, query, maschere, report.Le tabelle sono i contenitori dove vengono memorizzati i dati; le query sono gli strumenti idonei all’interrogazione ed alla manipolazione dei dati che avvengono attraverso un mini-SQL; le maschere consentono di interagire con i dati delle tabelle o delle query attraverso un’interfaccia grafica; i report consentono di visualizzare dei risultati basati sui dati, e non solo .Access, oltre ad essere un programma in grado di gestire le informazioni depositate, in un database relazionale, si rivela potente e flessibile ma soprattutto user friendly, tanto che può essere utilizzato sia per progetti semplici che complessi (una ricerca scientifica). Access rientra in quella categoria di RDBMS che possono relazionarsi con il linguaggio SQL.
Per poter usare SQL in Access è necessario definire una query e scegliere l’opzione “Visualizza SQL”, cosi facendo è possibile aprire una finestra di testo in cui riportare le istruzioni SQL.
In Access è possibile creare tabelle e stabilire relazioni (join).
Peculiarità del linguaggio SQL di Access:
- Non accetta il costrutto CHECK (è un vincolo).
-Cambia la valutazione dell’operatore COUNT: se l’argomento è un attributo, non vengono restituiti i singoli valori dell’attributo, ma il numero dei valori non nulli.
-La clausola DISTINCT non può essere utilizzata.
- L’operatore JOIN deve essere sempre identificato con il termine INNER od OUTER, mentre con Oracle utilizzeremmo, per esempio, l’operatore WHERE.
- Il carattere JOLLY (corrisponde a qualsiasi stringa composta da zero o più caratteri) viene indicato con il segno asterisco (*) e non con il simbolo della percentuale (%).
-Riconosce sia il singolo apice (‘) che i doppi apici (“) nell’identificazione delle stringhe alfanumeriche.
- Per le stringhe che contengono date Access permette di adottare la formula latina GG/MM/AAAA mentre per alcuni DBMS di origine anglosassone ciò non è possibile. Nei comandi le date vanno racchiuse attraverso l’apice singolo (‘), per la maggior parte dei dialetti SQL, mentre in Access si usa il cancelletto (#).
- La clausola TOP può essere utilizzata per selezionare un certo numero di tuple dal risultato.
- Le parentesi quadre racchiudono gli identificativi di tabelle e attributi.

Il linguaggio SQL è il linguaggio standard per la manipolazione dei dati di un database e per eseguire interrogazioni .Creare query direttamente con Access può risultare comodo e veloce. Non è un deterrente sufficiente a non imparare l’SQL ed essere in grado, all’occorrenza, di crearne a mano o di modificare il codice di una query creata via interfaccia grafica. Il DML (data manipulation language – linguaggio di manipolazione dei dati) fornisce i comandi per inserire, modificare, eliminare o leggere i dati all’interno delle tabelle di un database.
SELECT[records] FROM[tabella]
dove cio’ che è tra parentesi sono detti dati variabili.
- MANIPOLARE I DATI è molto semplice, ed è possibile atraverso 4 comandi:
SELECT: estrae i dati
INSERT: aggiunge nuovi dati
UPDATE: aggiorna i dati presenti
DELETE: cancella i dati presenti
–LA CLAUSOLA SELECT permette di estrarre alcuni o tutti i dati di una tabella in base a determinati criteri
sintassi: SELECT nome_records FROM nome_tabella
–LA CLAUSOLA WHERE permette di estrarre alcuni dati in base a criteri determinati appunto dalla clausola WHERE
sintassi: SELECT records FROM tabella WHERE records CONDIZIONE valore
–ORDER BY viene utilizzato per visualizzare i risultati secondo uncerto ordine
sintassi: SELECT colonna FROM tabelle ORDER BY colonna
–INSERT TO serve per inserire uno o piu’ records nuovi
sintassi: SELECT colonna FROM tabelle INSERT TO tabella values (valore1 valore2 )
–UPDATE viene usato per aggiornare i records
sintassi: UPDATE tabella SET colonna = valore WHERE colonna =valore
–DELETE viene utilizzato per cancellare uno o più records
sintassi: DELETE FROM tabella WHERE colonna = valore
–COUNT funziona per contare i records
sintassi: SELECT COUNT colonna FROM tabella
Concetti statistici: unità,carattere, classificazione,matrice dei dati, dimensione, funzione di aggregazione, funzione del cubo
Pubblicato 10 Dicembre,2008 Uncategorized Lascia un commento
UNITA’: oggetto di osservazione di un fenomeno individuale che costituisce il fenomeno collettivo.
CARATTERE: l’informazione ottenuta da una rilevazione sul campo.
CLASSIFICAZIONE: Attività consistente nel disporre le entità di un dato dominio di conoscenze (persone di una dato gruppo sociale, specie animali o vegetali, oggetti di un certo genere, concetti di un certo settore disciplinare, nozioni utilizzate per certi fini, …) in opportuni contenitori di conoscenze tra i quali si stabiliscono dei collegamenti riguardanti una o anche più relazioni. Per i contenitori vengono usati vari termini: classi, sezioni, categorie, specie, sottospecie, fasce, … ; per i collegamenti e le relazioni si incontrano termini come superiorità, maggiore o minore comprensione, dipendenza, dominanza.
MATRICE DATI: La matrice dei dati consiste in un insieme rettangolare di numeri o più in generale di caratteri, dove in riga abbiamo le unità statistiche ed in colonna le variabili; in ogni cella derivante dall’incrocio tra riga e colonna abbiamo un dato, ossia il valore registrato per una particolare variabile ed un particolare caso.
DIMENSIONE: Le funzioni di aggregazione eseguono un calcolo su un set di valori e restituiscono un valore singolo.
CUBO: set di dati organizzati in una struttura multidimensionale definita da un set di dimensioni e misure.
MISURA: valori su cui si basano aggregazioni ed analisi.
Una tabella di contingenza è una tabella costituita da righe che rappresentano i possibili valori (o categorie) di una variabile e da colonne che rappresentano i possibili valori (o categorie) di una seconda variabile. I dati nel corpo della tabella sono il numero di volte in cui compare ogni coppia di valori/categorie. Può essere a due vie o a più vie.La metodologia delle tabelle di contingenza e’ una tecnica semplice per esaminare relazioni tra variabili categoriali (nominali o ordinali).Questa procedura permette di testare l’indipendenza tra le variabili e di misurare l’entita’ di eventuali associazioni osservate, nonche’ della affidabilita’ dei dati presi nel loro complesso.


